Il giorno 11 luglio 2026
alle ore 17.46
è tornato alla Casa del Padre
P. RODOLFO BONCI
di anni 88
Nato a Torre di Mosto (VE) il 18 marzo 1938
Prima professione il 14 ottobre 1956
Professione perpetua il 14 ottobre 1959
Ordinazione sacerdotale il 25 giugno 1965
Attualmente risiedeva presso la Comunità di Mussolente (VI)
Nato a Torre di Mosto (Venezia) il 18 marzo 1938, entrò giovanissimo nella Congregazione frequentando il ginnasio ad Albino. Compiuto il noviziato ad Albisola Superiore, emise la prima professione religiosa il 14 ottobre 1956 e la professione perpetua il 14 ottobre 1959. Dopo gli studi filosofici a Monza e quelli teologici presso lo Studentato di Bologna, fu ordinato sacerdote il 25 giugno 1965.
Pochi mesi dopo l’ordinazione accolse con entusiasmo la chiamata missionaria: il 22 settembre 1965 partì da Genova per l’Argentina insieme ad altri confratelli. Fu una scelta che avrebbe segnato tutta la sua esistenza. Dopo il primo anno di inserimento pastorale venne destinato al Chaco.
Negli anni successivi operò nelle comunità di General José de San Martín e di Malagueño (Córdoba), assumendo poi l’incarico di Superiore e Parroco a General José de San Martín dal 1973 al 1978. Frequentò un corso di specializzazione in Pastorale Sociale presso il CELAM in Colombia, esperienza che contribuì ad arricchire il suo ministero e la sua sensibilità pastorale.
Nel 1988 fu destinato all’Uruguay. Fu Consigliere Provinciale dal 1993 al 2001 e Delegato di Zona dal 1996 al 2001, assumendo contemporaneamente la responsabilità della comunità della Gruta de Lourdes come Superiore. Dal 1997 fu anche Parroco e Rettore del Santuario Nazionale della Gruta de Lourdes, ministero che esercitò con grande disponibilità verso i fedeli e con autentico spirito missionario, facendosi vicino alle persone, soprattutto ai più semplici e bisognosi.
Dopo oltre cinquant’anni trascorsi in America Latina, fece ritorno definitivamente in Italia nella primavera del 2017, entrando a far parte della comunità di Mussolente. Si è spento, con serenità e con ancora una grande voglia di testimoniare la sua fede, presso l’Hospice Casa Gerosa di Bassano del Grappa nel tardo pomeriggio di sabato 11 luglio 2026.
Simona Nanetti
Omelia alle esequie di p. Rodolfo Bonci
Chiesa di Scaltenigo di Mirano (VE) – 14.07.2026
1 Cor 9,16-23 – Sal 138 (139) – Lc 1,26-38
Vangelo – Maria – Annuncio – Gioia
In queste parole c’è gran parte della vita di p. Rodolfo: un annunciatore entusiasta e gioioso del Vangelo di Gesù. Numerosissime le testimonianze di affetto e gratitudine di persone e comunità che lo hanno conosciuto, ascoltato, apprezzato e amato: dalla parrocchia e i collegi di Malagueño a General san Martín, da Pampa del Indio in Argentina alla parrocchia de la Virgen de Guadalupe a Montevideo, dal Santuario della Gruta de Lourdes alla parrocchia de El Pinar in Uruguay.
È stato un infaticabile apostolo del Vangelo: ha chiesto la missione (desiderava andare in Russia quando era seminarista) fin dall’inizio del suo ministero sacerdotale nel 1965; dopo Malagueño è stato parroco a General San Martín con decine di comunità sparse in un vasto territorio; responsabile poi di una di esse al nord del Chaco, Pampa del Indio, popolata da indios Toba, tra i poveri; lo stesso in Uruguay, prima nella parrocchia di Guadalupe (dove tornò dopo gli anni del Pinar), in un povero e problematico quartiere periferico di Montevideo e poi come parroco e rettore del Santuario della Gruta de Lourdes, in un ambiante molto simile. A nessuno dei suoi amici e conoscenti, in Uruguay e Argentina, è sfuggito il fatto che P. Rodolfo è morto il giorno 11 luglio, giorno dedicato al pellegrinaggio alla Virgen de Lourdes a Montevideo, dove per lunghi anni ha servito e onorato la Madonna con il culto a Lei, ma soprattutto al suo Figlio Gesù, che nei poveri e nei piccoli si è identificato: e tra loro è sorto quel Santuario.
Forse negli ultimi anni è prevalsa l’impressione delle sue lunghe prediche… ma se la testimonianza di stima e affetto è così ampia, un motivo ci sarà: la sua predicazione si è sempre inverata nella sua vita, spesa per i piccoli, i poveri, gli emarginati con cui ha cercato di condividere tutto, dalle poche cose che aveva, all’alloggio, ai mezzi che la Congregazione e tanti suoi sostenitori gli ponevano a disposizione. Un Vangelo che si è fatto carne in Lui, così come in Maria. Nella celebrazione dei 150 anni delle apparizioni di Lourdes, lui stesso propose il tema che doveva caratterizzare quel 2008 nel Santuario della Gruta: la gioia del Vangelo, che ognuno doveva raccontare con la sua vita. Il Vangelo secondo Rodolfo è stato l’entusiasmo frutto di quell’annuncio di gioia, che è Gesù stesso e il suo Vangelo, che ha ricevuto Maria e Rodolfo con lei; entusiasmo che non si è mai fermato alle parole, pur abbondanti, ma che si è tradotto in azioni e comportamenti e iniziative di carità in favore degli ultimi: i senza identità, i senza soldi, i tossicodipendenti, i senza speranza.
E in favore dei giovani, che sempre l’hanno preoccupato e accompagnato: in un bar qui accanto, mi convocò qualche tempo dopo il nostro ritorno dall’Uruguay per coinvolgermi e dirmi il suo desiderio di iniziare qualcosa per i giovani e per le vocazioni, perché non è possibile che Dio oggi non chiami.
Una vita spesa, quella di p. Rodolfo, in maniera generosa e infaticabile: ma senza mai dimenticare che il Vangelo è di Gesù, ed è Lui l’artefice dell’annuncio e del Regno per il quale ha dato la vita.
In questi ultimi anni, soprattutto, ma non solo (perché in altre occasioni Rodolfo ha dovuto fare un passo indietro, o in avanti secondo la logica del Vangelo), in questi ultimi anni la sua dedizione incondizionata al Vangelo gli ha chiesto di servirlo nella croce. Prima nella faticosissima rinuncia alla missione in Uruguay, che non ha giustamente mai compreso, ma che ha accettato, anche se con difficoltà. Il dover ritornare in Italia dopo 52 anni è stato inspiegabile per lui e per gli amici dell’Uruguay; ma alla fine l’ha accettato, come una croce, che per definizione è sempre ingiusta. Forse il Signore lo stava preparando all’ultimo tratto di questa vita, in cui l’abbiamo accompagnato in questi recenti brevi mesi. Saputo che il male di cui soffriva era incurabile, ha decisamente offerto il suo dolore, la croce e la stessa morte in unione al sacrificio di Gesù, per la conversione dei peccatori: con la stessa serenità, lo stesso slancio; lo stesso “fiat” della Vergine Maria: Eccomi sono la serva del Signore, si compia in me secondo la tua Volontà.
La morte è il compimento della vita: Rodolfo è morto come ha vissuto la vita, come un dono a Dio per il Vangelo di Gesù, perché si compia la sua volontà. Ed evidentemente questi ultimi anni, il forzato ritorno in Italia, la sua autoemarginazione dalla predicazione perché troppo lunga, la sua malattia e morte offerte in unione al sacrificio di Gesù, non sono state meno importanti, anche se sicuramente meno appariscenti, degli entusiastici anni nel pieno della vita e dell’attività. Anni tutti vissuti in comunione con Gesù, così come in comunione con Lui ha sofferto l’ultima malattia; una comunione ora eterna insieme a tutti i suoi cari e a tutti i santi.
p. Francesco Bottacin


2 Responses
Nunca olvidaré al Padre Bonci. Siempre dispuesto cuando lo llamaba para entrevistarlo para mis programas de radio y tv. Hicimos preciosos programas desde el Barrio Borro. Era un Santo. Jamás olvidaré su gran trabajo en Uruguay.
Ho conosciuto padre Rodolfo in un pellegrinaggio a medjugore è stato la mia guida spirituale e lo sarà tutt’ora dal regno di DIo, le sue prediche era acqua viva e le sue parole verità .. i suoi consigli umili e gentili una forza incredibile… mi mancherai Padre Rodolfo grazie per la tua presenza prima qui , e in futuro da lìcorinne