Lunedì 4 maggio si è tenuto l’ultimo incontro del percorso 2025-2026 che «Un libro al Villaggio» ha promosso attorno al tema delle religioni nello spazio pubblico. L’argomento «Lo Stato, la Chiesa cattolica e le confessioni religiose in Italia» è stato affrontato da Geraldina Boni, docente di diritto ecclesiastico presso l’Università di Bologna e presidente della Commissione per le intese con le confessioni religiose, avendo come riferimento il libro di I. Zuanazzi, M.C. Ruscazio, M. Ciravegna, La convivenza delle religioni negli ordinamenti giuridici dei Paesi europei.
Il termine “confessioni religiose”, pertinente e opportuno, fu coniato dai Padri costituenti e si riferisce a realtà che non sono semplici associazioni e che hanno il diritto di regolare i rapporti con lo Stato per legge, attraverso delle “Intese”. Tali Intese possono essere modificate nel tempo, ma soltanto con il consenso delle due parti, secondo una rigorosa bilateralità che la Costituzione italiana garantisce alle confessioni.
I riferimenti normativi fondamentali sono gli articoli 7 e 8 della Costituzione italiana, ai quali Giuseppe Dossetti ha offerto un decisivo contributo. Essi stabiliscono il principio di laicità dello Stato e regolano i rapporti con le confessioni religiose. L’art. 7 riconosce l’indipendenza e la sovranità reciproca tra Stato e Chiesa Cattolica, citando i Patti Lateranensi. Ma la vera innovazione è l’art. 8, che afferma non l’uguaglianza delle confessioni ma la loro uguale libertà davanti alla legge, garantendo a ciascuna l’autonomia nell’autoregolazione interna e la bilateralità nei rapporti con lo Stato. La costruzione delle Intese avviene infatti in forma negoziale, senza un’imposizione normativa unilaterale.
Attualmente sono 13 le confessioni religiose che hanno una Intesa con lo Stato, moltissime quelle che ancora non l’hanno. Con l’Intesa le confessioni possono godere anche dei finanziamenti pubblici, attraverso offerte liberali deducibili o con il sistema dell’8 per mille. La possibilità di usufruire di queste elargizioni continua a provocare la nascita di fenomeni religiosi, spesso “evanescenti” o improbabili, che domandano un’Intesa. La stipula delle Intese prevede una procedura rigorosa. Richiede la previa concessione della personalità giuridica come “Ente di Culto” da parte del Ministero dell’Interno e in seguito devono essere approvate con una apposita legge dal Parlamento. La Commissione per i rapporti con le confessioni religiose, presieduta dalla prof.ssa Boni, svolge tutta l’attività istruttoria e negoziale per la costruzione o la modifica delle Intese.
Beatrice Draghetti


No responses yet