P. Graziano Vendramin

Il giorno 25 gennaio 2026 è tornato alla Casa del Padre

P. GRAZIANO VENDRAMIN
di anni 90.

Nato a Ospedaletto Euganeo (PD) il 6 febbraio 1935
Prima professione il 29 settembre 1952
professione perpetua il 29 settembre 1956
Ordinazione sacerdotale il 26 giugno 1961.

Attualmente risiedeva presso la Comunità di Bolognano (TN).

Nato a Ospedaletto Euganeo (Padova) il 6 febbraio 1935, figlio di Giovanni Vendramin e Angela Smanio, ricevette il Battesimo il 24 febbraio 1935 nella parrocchia di Ospedaletto Euganeo e la Cresima il 3 settembre 1942 nella parrocchia di S. Tecla in Este.

Entrò in Istituto il 30 giugno 1951 come postulante ad Albino; iniziò il noviziato ad Albisola il 28 settembre 1951 ed emise la prima professione religiosa il 29 settembre 1952. Rinnovò annualmente la professione a Monza il 29 settembre 1953 e il 29 settembre 1954, ad Albino il 29 settembre 1955, ed emise la professione perpetua a Monza il 29 settembre 1956.

Ricevette la prima tonsura il 21 febbraio 1959 presso lo Studentato di Bologna; l’ostiariato e il lettorato il 12 marzo 1960; l’esorcistato e l’accolitato il 2 aprile 1960 presso il Seminario Regionale e il suddiaconato il 25 febbraio 1961; fu ordinato diacono il 18 marzo 1961 e presbitero il 25 giugno 1961, presso lo Studentato.

Compì gli studi ginnasiali ad Albino (1945–1951), quelli liceali e filosofici a Monza (1952–1956) e gli studi teologici a Bologna negli anni dal 1958 al 1963. Svolse un periodo di servizio come prefetto a Trento dal 1956 al 1958.

Nel corso della vita religiosa ricoprì diversi incarichi: fu insegnante ad Albino dal 1963 al 1967; operò nella comunità di Bologna – via S. Isaia dal 1967 al 1969 e in via Nosadella dal 1969 al 1976. Fu membro della Commissione economica dal 1976 al 1979, prestò servizio a Padova – Presbyterium dal 1976 al 1978, poi fu trasferito a Boccadirio dove rimase per una decina d’anni, ricoprendo il ruolo di economo.

Dal 1988 fu destinato a Mussolente, dove svolse a più riprese gli uffici di rettore ed economo: dal 1993 al 1999, dal 2001 al 2005, nel 2008 come economo ad complendum triennium, dal 2011 al 2014 e nuovamente dal 2017. Fu membro del Consiglio per gli Affari Economici dal 1994. Nel giugno 2023, passaggio che gli costò molta fatica, fu trasferito presso la comunità di Bolognano.

Segreteria provinciale ITS

Omelia alle esequie di p. Graziano Vendramin

Parrocchia di Ospedaletto Euganeo (PD), 29.01.2026

2Cor 4,14-5,1; Salmo 22 (23); Mt 25,1-13

Cari familiari di p. Graziano, cari confratelli, cari fratelli e sorelle,

ci siamo riuniti oggi per affidare a Cristo risorto la vita di p. Graziano Vendramin. P. Graziano ha vissuto la sua vita di discepolo del Signore nella Congregazione dei Sacerdoti del S. Cuore di Gesù, cercando di far proprio il carisma di padre Dehon, che chiede ai suoi religiosi di fare «dell’unione a Cristo, nel suo amore per il Padre e per gli uomini, il principio e il centro» della loro vita (Costituzioni, n. 17). Dopo la professione dei voti religiosi e l’ordinazione presbiterale, p. Graziano ha vissuto i primi anni del suo ministero come insegnante nella scuola apostolica di Albino, poi è stato una decina d’anni a Bologna, nella comunità del Centro editoriale dehoniano. Quindi, dopo un breve passaggio nella comunità di Padova (Presbyterium), è stato chiamato a svolgere il suo ministero nei due santuari mariani della nostra Provincia religiosa: prima nel santuario della Beata Vergine delle Grazie di Boccadirio (dal 1978 al 1988) e poi nel santuario della Madonna dell’Acqua a Mussolente, dove ha vissuto dal 1988 al 2023.

Il brano del Vangelo delle vergini sagge e stolte che oggi è stato proclamato ci parla della vigilanza e della cura per quella lampada che deve rimanere accesa in attesa dello Sposo. Per p. Graziano, questa vigilanza ha assunto i tratti della concretezza e del servizio quotidiano. Egli ha speso gran parte del suo ministero nel campo dell’amministrazione e dell’economia, un compito che ha vissuto non come una mera gestione burocratica, ma come il modo operoso di “preparare l’olio” per la missione del nostro Istituto. Sapeva che ogni talento e ogni risorsa amministrata con precisione era un atto di amore verso la Chiesa e la Congregazione.

Oltre a questo tipo di servizio, ha speso gli anni più intensi del suo ministero nel santuario e nella parrocchia di Mussolente, dove si è fatto apprezzare per la sua umanità e la sua disponibilità. Il distacco da quella comunità, avvenuto alcuni anni fa per il trasferimento nella nostra comunità di Bolognano, è stata per lui una prova faticosa: un momento di spogliazione in cui p. Graziano ha dovuto imparare a far risplendere la lampada della fede non più attraverso il fare, ma attraverso il silenzio, la preghiera e l’accettazione del limite fisico.

In questo passaggio ci illuminano le parole di san Paolo, che abbiamo sentito risuonare nella prima lettura: «Anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno» (2Cor 4,16). La nostra speranza in Cristo Risorto non si fonda sulle nostre forze, sull’efficienza del nostro fare, ma sulla certezza che «Colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù» (2Cor 4,14). P. Graziano sapeva che questa nostra esistenza è come una “tenda” provvisoria e che ci attende un’abitazione eterna, non costruita da mani d’uomo, nei cieli (cf. 2Cor 5,1). La sua vita, la sua vocazione religiosa e presbiterale, testimonia di un cammino teso a non fissare lo sguardo sulle cose visibili, che sono di un momento, ma su quelle invisibili, che sono eterne.

C’è un aspetto particolare della vita di p. Graziano che ricordavo prima e che mi pare oggi possa risplendere come segno di benedizione: la sua lunga permanenza (ben 45 anni!) nei nostri due santuari mariani. Ha vissuto e servito all’ombra della Vergine Maria. Come lei, ha cercato di dire il suo “sì” discreto e laborioso nei diversi incarichi ricevuti. Come lei, la vera “vergine saggia”, ha cercato di mantenere accesa la lampada della fede e del servizio. Tante volte ha pregato l’Ave Maria, in cui le si chiede: «prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte». Preghiamo allora affinché sia proprio la Vergine Maria ad accompagnare p. Graziano in questo momento. Sia lei a prenderlo per mano e lo introduca al cospetto dello Sposo celeste, alla festa delle nozze eterne.

Amen.

p. Stefano Zamboni
Superiore Provinciale ITS

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