Sandro Zanella

Nato a Trento il 23.09.1928
Prima professione ad Albisola il 29.09.1945
pProfessione perpetua il 29.11.1949
Ordinato a Trento il 26.09.1954

Morto a Bolognano il 14 agosto 2025

Attualmente risiedeva presso la Comunità
Casa del Sacro Cuore di Trento (TN).

Omelia alle esequie di p. Alessandro Zanella

18.08.2025 – Parrocchia di S. Stefano, Villazzano (TN)
Rom 14, 7-9.10c-12; Salmo 129 (130); Mt 11, 25-30

Il testo evangelico che abbiamo appena ascoltato contiene un inno di lode e un invito. L’inno di lode è innalzato dal Figlio di Dio che riconosce di avere ricevuto tutto in dono dal Padre suo e proprio per questo lo conosce in piena verità. È un mistero di dono, di conoscenza e di amore che può essere compreso solo da chi vive la logica della piccolezza e la beatitudine dell’umiltà. L’invito di Gesù, poi, è quello di andare con fiducia da lui, portandogli pesi e afflizioni. Solo in lui, infatti, è possibile il vero ristoro. A una condizione: che impariamo da lui, che è «mite e umile di cuore».

Anche noi oggi, celebrando le esequie di p. Alessandro Zanella, siamo chiamati a collocarci nella scia di questo duplice movimento. Anzitutto, innalziamo la lode al Padre che ha donato la vita a p. Sandro, chiamandolo a seguire il Figlio suo in una vita di consacrazione e di sequela e che ora lo accoglie, dopo una vita lunga e benedetta, nell’abbraccio luminoso del suo Regno. In secondo luogo, possiamo scorgere nella vita di p. Sandro la ricerca incessante di far proprio l’invito del Signore ad imparare da lui, mettendosi alla scuola del suo Cuore ardente d’amore e di compassione.

È questa la spiritualità dei Sacerdoti del Sacro Cuore, che p. Sandro ha scelto con la prima professione dei voti religiosi nel 1945 e a cui è rimasto fedele fino alla morte. All’inizio del suo testamento spirituale, redatto nel 2020 e di cui fra poco leggerò la parte centrale, afferma: «Sono felice di essere sacerdote del S. Cuore di Gesù». E conclude con queste parole: «Sono felice di morire dehoniano». Ecco, p. Sandro, prima di ogni altra cosa, è stato un religioso dehoniano, amante della vita comune e di tutte le realtà specifiche del nostro carisma. Per lui l’adorazione era il centro, l’eucaristia il nutrimento, la Parola continua compagna di viaggio e il Sacro Cuore immagine viva che esprimeva tutto questo.

La comunità di Trento, in cui ha vissuto i suoi ultimi anni, può testimoniare la sua fedeltà a ogni appuntamento comunitario, il suo sorriso mite e accogliente, sempre interessato a quanto vissuto da un confratello nel suo apostolato. Un suo dono specifico era la capacità di accoglienza e ascolto, di attenzione al volto e alla storia di ogni singola persona. In un uomo della sua età sorprendeva la capacità di continuare a mantenere relazioni: per lui il telefono era lo strumento attraverso cui continuare a sentire i confratelli, i parenti, gli amici e soprattutto coloro che attraversavano momenti difficili o delicati. In particolare, i benefattori di Casa S. Cuore hanno sempre trovato in lui un sostegno e un accompagnamento: ci teneva a rispondere il più possibile a tutti, a mano e in maniera personale.

Aveva una memoria sorprendente, non solo per i molti aneddoti del passato della nostra Provincia religiosa e dell’antica Casa Sacro Cuore, ma anche per episodi che potrebbero apparire marginali e che invece segnano le nostre relazioni. Recentemente, mi aveva ricordato di un episodio di 25 anni che avevo completamente dimenticato: dopo un viaggio in Francia, gli avevo portato un libretto su santa Teresa di Lisieux, a cui si sentiva particolarmente legato. È un’attenzione alle piccole cose, proprio nella scia della petite voie di Santa Teresina, che si esprimeva anche nei più semplici lavori domestici, come l’aiuto in cucina, l’occuparsi dell’ordine della casa e soprattutto la cura del giardino e delle amate rose.

All’interno del nostro Istituto religioso ha svolto diversi incarichi, soprattutto nell’ambito dell’educazione dei giovani (a Trento, Padova, Conegliano) e nella pastorale parrocchiale (è stato parroco al Suffragio di Bologna dal 1993 al 2002). Il suo affetto per i tantissimi ragazzi di cui è stato educatore trova un’eco significativa nel suo testamento. È il momento di lasciare a lui la parola…

Dopo aver dato disposizioni sulla sua sepoltura afferma: «Sono certo che, chi mi vuol bene, non si dimenticherà di pregare per me. Questo è ciò che conta. La mia vita è stata piena di ragazzi, di servizio a giovani e famiglie. In particolare voglio rivolgermi agli ex-alunni, che ricordo con affetto. Chiedo loro di perdonarmi qualche durezza che ho usato con loro, nella loro giovane età. Prometto di pregare per ciascuno di loro e per le famiglie che hanno costruito. Il Sacro Cuore di Gesù li benedica e sostenga in ogni difficoltà: ormai sono adulti. Cari ragazzi di un tempo: pregate anche per l’anima mia. Ai miei confratelli esprimo il mio rammarico per il fatto che io non ho camminato con loro con la fiducia e l’ottimismo di p. Dehon. I sacerdoti del S. Cuore sopravviveranno alla presente crisi in terra italiana. Bisogna crederci! Porgo un caro e affettuoso saluto a tutti. Il Cuore di Gesù e di Maria sono la mia speranza. Sono felice di morire dehoniano».

«Sono felice di morire dehoniano». È il senso di una vita come vocazione, di una vita vissuta non per sé stesso ma per Dio e per il prossimo. «Sia che viviamo, sia che moriamo siamo del Signore», ci ha detto l’Apostolo Paolo. Per continuare con questa confessione di fede: «Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi» (Rom 14,9). A Cristo, il Risorto, il Signore dei morti e dei vivi affidiamo p. Sandro nella sicura speranza che lo introdurrà nel suo Regno di amore e di pace.

p. Stefano Zamboni
Superiore Provinciale ITS

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4 Responses

  1. Conosco Padre Sandro da marzo 1983 quando l’ho conosciuto in occasione di un ritiro presso Casa Incontri Cristiani di Capiago. È stato il mio Padre Spirituale per tutti questi anni, una vita intera in cui il suo più grande insegnamento è stato quello di fidarsi sempre e affidarsi all’Amore del Signore.
    Grazie carissimo Padre Sandro per il bene profondo che mi ha voluto, per avermi sempre accolto e accompagnato nei momenti più importanti della vita. Come vero Padre ci ha benedetto il giorno delle nozze, ha battezzato i nostri figli e l’anno scorso è stato presente alla Prima Messa dí nostro figlio. Il Signore certamente lo ha già accolto fra le sue braccia amorose e Maria l’ha assunto in Cielo proprio in questa ricorrenza. Non posso che essere grata al Signore per averlo messo sul mio cammino. Grazie mille Padre Sandro, anche quando non ci sentivamo per lungo tempo mi sentivo compresa. Sono infinitamente grata per tutto il bene ricevuto e spero che la nostra amicizia possa continuare ancora. R.i.P.❤️‍

  2. Grazie Padre Sandro per l’affettuoso sorriso e per l’immensa fiducia nel Signore che ha saputo trasmettermi.

    Con immenso affetto e riconoscenza, riposi nella Gioia Eterna.

    • Grazie Padre Sandro per il tuo ascolto attento e per il tuo insegnamento della fede. Resterai per sempre nel mio cuore.

  3. “Il tuo cammino ora prosegue nella gioia di Dio”. Con questa certezza ti salutiamo, caro Padre Sandro, con gratitudine per tutto ciò che ci hai donato. Nell’equipe Notre Dame ci sei stato guida e compagno, condividendo una stagione della nostra vita fatta di gioie e fatiche quotidiane. Ricordiamo la tua fede profonda, la tua saggezza e la forza che davi ai nostri momenti di preghiera. La tua battuta pronta, spesso condita da una giusta dose di ironia, ci aiutava a vedere in un’altra ottica problemi e difficoltà. Sei stato un dono prezioso e siamo certi che continuerai a sostenerci dall’alto, con lo stesso sorriso che ci ha sempre incoraggiati.

    équipe Notre Dame
    Settore Brianza
    Oggiono 2

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