XI Capitolo ITS – Messaggio

    Noi, padri capitolari della nostra provincia religiosa riuniti a Capiago (Como) per l’XI Capitolo (19-25 ottobre – 16-22 novembre 2014), vogliamo chiudere le nostre assemblee con un messaggio di saluto a tutti i nostri confratelli delle 24 comunità sparse in Italia e in Germania. Vorremmo indirizzarci anche ai fratelli di altre Province che vivono con noi, a quanti collaborano nelle nostre opere e, più in generale, al popolo di Dio a cui giunge eco del nostro servizio e della nostra testimonianza. Un saluto particolarmente affettuoso e un segno di speciale attenzione vogliamo che arrivi ai nostri malati e ai nostri anziani e a quanti attraversano momenti di particolare tribolazione.

    Siamo stati accompagnati negli ultimi giorni dalla lettura dell’Apocalisse proposta dalla liturgia, facendo nostre le sollecitazioni e riconoscendo come salutari i rimproveri che il libro sacro rivolge alle Chiese. Attratti, in particolare, dal «libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli», contenete il senso della storia dei singoli e di tutti, aperto e reso leggibile dall’«Agnello, in piedi, come immolato» (Ap 5,1.6). Il Capitolo è infatti un’esperienza di discernimento nello Spirito in ordine alla comprensione di ciò che facciamo e alle scelte a cui siamo chiamati per il futuro.

    Abbiamo preso come titolo quello del prossimo Capitolo generale: «Misericordiosi in comunità con i poveri». In esso si sente l’eco del magistero e dei gesti di papa Francesco che ha voluto dedicare un anno alla vita consacrata (30 novembre 2014 – 2 febbraio 2016). Il suo passaggio costituisce una sfida per tutti noi chiamati a partecipare alla riforma ecclesiale nonostante le nostre fragilità e crisi. Come ha detto mons. Carballo, segretario della Congregazione per i religiosi – citato nella relazione sullo stato della provincia da p. Oliviero Cattani – a proposito del tempo che ci attende: «Avrà un futuro una vita consacrata che sia profezia viva del Regno. Avrà futuro una vita consacrata capace di vivere un genere di vita alternativa e contro culturale… Una vita consacrata che assuma con coraggio questo periodo delicato e duro, come un kairos di purificazione e un’occasione propizia per tornare all’essenziale».

    Ciascuno potrà trovare nei documenti più rilevanti (dalla relazione del provinciale, al Progetto apostolico provinciale, dal Direttorio provinciale al Progetto esecutivo a cui abbiamo dato particolare attenzione) le indicazioni e le decisioni in ordine al nostro cammino per i prossimi sei anni. Vogliamo ricordare qui alcuni criteri che ci hanno guidati in questi giorni, non sempre facili ma ricchi di fraternità.

    Preparazione e coinvolgimento. Siamo arrivati al Capitolo dopo un lungo percorso che ha interessato tutte le comunità, tutte le commissioni e le apposite riunioni per gli over e under 65 anni. Lo sforzo è stato quello di non lasciare nessuno al margine e di raccogliere tutte le indicazioni positive. Si è evidenziato un patrimonio ormai comune che p. Oliviero ha così sintetizzato: domanda di qualità della nostra vita comunitaria e di fraternità; progetto apostolico comunitario; camminare insieme con scelte condivise; formazione permanente come vissuto condiviso e sottoposto a discernimento; ridimensionamento in ragione delle nostre attuali forze; sostegno alla pastorale giovanile e vocazionale; stile di vita sempre più sobrio; distinzione fra comunità e opera.

    Trasparenza e parresia. Ciascuno è stato invitato a dire con umiltà e forza ciò che riteneva essere necessario a tutti. Questo ha significato una chiarezza di posizioni non sempre abituale nelle nostre riunioni, con quella libertà che si misura non sul «politicamente corretto» ma sulla qualità dell’intenzione. Per questo abbiamo cercato di inviare per via telematica tutto quello che potevamo ai confratelli. Abbiamo scelto di essere un casa di vetro, correndo il rischio di essere talora fraintesi e, forse, di ferire involontariamente alcuni. La vivacità delle risposte ha confermato la bontà dell’orientamento.

    Coraggio e fiducia. Anche nelle scelte più controverse e difficili che hanno riguardato opere investite dalla crisi economica, istituzioni formative di incerto futuro, servizi pastorali messi alla prova dalle nuove esigenze ecclesiali e sociali abbiamo voluto impegnarci in favore delle comunità, dei singoli e della qualità del nostro servizio alla Chiesa. Nonostante le prove, le debolezze e le fragilità siamo pieni di fiducia nella forza dello Spirito. Per questo non ci siamo sottratti a nuove proposte e nuovi impegni.

    Il carisma spirituale di padre Dehon, che costituisce la nostra vera ricchezza e la ragione del nostro impegno battesimale, ministeriale e di servizio, ha attraversato le preghiere, le discussioni sui testi, il dialogo fraterno e i momenti di svago. Come ci ha ricordato papa Francesco non è un patrimonio fisso e rigido, non è «una bottiglia di acqua distillata». «Il carisma resta, è forte. L’opera passa». «Un chiaro segno dell’autenticità di un carisma è la sua ecclesialità, la sua capacità di integrarsi armonicamente nella vita del popolo santo di Dio per il bene di tutti». Esso è più narrato che definito, più vissuto che analizzato.

    Vorremmo con voi chiedere al Cuore di Gesù quello che gli atti di oblazione ci invitano a essere: testimoni dell’amore e profeti della riconciliazione.

    Con viva fraternità,

i 41 padri capitolari
21 novembre 2014 – Presentazione della Beata Vergine Maria

 

 

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