Rosario con i misteri del Sacro Cuore

Commento di p. Leone Giovanni Dehon, Fondatore del Sacerdoti del s. Cuore (dehoniani)

Le preghiere sono tolte da “A gioia e glori del Padre”, Libro di preghiera per la famiglia dehoniana


Cel.     Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo. Amen.

Signore Gesù, siamo qui per contemplare il tuo amore.

Donaci di comprendere l’intensità del tuo Cuore  come si esprime nei misteri di tutta la tua vita.

La tua grazia ci accompagni e ci renda tuoi fedeli discepoli,  capaci di inserirci nel movimento del tuo amore redentore donandoci, con te e come te, al Padre per i nostri fratelli.

E tu, o Vergine Maria, madre di Cristo e madre nostra, metti nel nostro cuore i sentimenti che hanno abitato nel tuo Cuore immacolato, perché anche noi viviamo, come il tuo Figlio Gesù, a gioia e gloria del Padre. Amen.

Primo mistero:
Il Figlio di Dio entra nel mondo per manifestarci il suo cuore

Entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato.Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà». Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre (Lettera agli Ebrei 10,5-7.10).

Riflessione

Così p. Dehon fa parlare Gesù: Quando dissi al Padre: Eccomi, io vengo, due amori si fondevano nel mio Cuore: l’amore per il Padre celeste e l’amore per gli uomini che accettavo come fratelli. Amo gli uomini per la gloria del Padre e per la loro felicità; voglio che essi riconoscano l’amore che ho loro dimostrato divenendo loro fratello e vivendo con loro.

Eccomi, io vengo. È questo l’atto d’amore con cui il Verbo si dona al Padre e si dona a noi. Qui possiamo cominciare a contemplare il Cuore di Gesù. Tutte le parole di questa espressione sono d’amore: non c’è ancora il cuore umano di Gesù, ma c’è il cuore del Verbo, il disegno di prendere un cuore umano, centro dove tutto si incontra e al quale tutto converge, luogo delle nozze divine, del bacio eterno tra Dio e l’uomo. Il mistero dell’incarnazione è il mistero dell’amore divino reso sensibile e palpabile. (p. Dehon)

Padre nostro. Ave Maria. Gloria.

Cel.     Signore Gesù, Dio con noi, tu hai voluto nascere uomo tra gli uomini:  ti sei caricato delle nostre debolezze, hai condiviso la nostra condizione per portarci la gioia della vita divina.  Al tuo Eccomi uniamo il nostro, aprendoci alla volontà del Padre  e al generoso servizio dei poveri che hai prediletto con la tua venuta. Amen.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ che io t’ami sempre più.

Secondo mistero:
La Vergine Maria accoglie il Verbo di Dio che si fa uomo

L’angelo disse a Maria: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Nulla è impossibile a Dio».Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». (Vangelo di Luca 1,30-31.34-35.37-38)

Riflessione

Se l’Eccomi, io vengo fu la regola di vita di Gesù, l’Ecce ancilla fu la regola di vita di Maria. La vediamo, al momento del dubbio e dell’agitazione, fissarsi in questa disposizione: «Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola». Queste parole esprimono l’abbandono, la docilità alla grazia, la conformità alla volontà divina, il sacrificio e l’immolazione.

Con questa risposta, con il suo consenso, Maria accetta la dignità e l’onore della maternità divina, ma anche le sofferenze e i sacrifici che vi sono legati. Si dichiara pronta a compiere la volontà di Dio in tutto, come sua serva. Questa disposizione è la più perfetta, è la sorgente dei più grandi meriti e delle migliori grazie. Maria l’ha proclamato essa stessa nel suo Magnificat: il mio spirito esulta nel Signore perché ha guardato con favore all’umiltà della sua serva. Dio si è compiaciuto di questa disposizione di Maria…

Anche il nostro atteggiamento deve essere espresso dall’Eccomi, come abbandono totale, lasciar fare a Dio, fissando lo sguardo su Colui che ci ha preceduti su questo cammino, l’ha reso praticabile e ha lasciato, come orme dei suoi passi, delle tracce di sangue. Questa è la nostra vocazione. (p. Dehon)

Padre nostro. Ave Maria. Gloria.

Cel.   Ti ringraziamo, Padre, che hai fatto della Vergine Maria la Madre dell’Amore. Ricevuto l’annuncio dell’angelo ha subito risposto Eccomi, e si è incamminata in fretta per visitare Elisabetta; alla festa delle nozze di Cana si è fatta carico del disagio altrui; sotto la croce ci ha accolti come figli. La sua disponibilità contraddistingua la nostra vita, quella delle nostre comunità e famiglie. Unisci il nostro Eccomi al suo perché anche in noi si compia la tua Parola e diventiamo operatori di bene e di unità nella Chiesa e nella società. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ che io t’ami sempre più.

Terzo mistero:
Gesù ci offre il Vangelo della misericordia

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».31

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». (Vangelo di Matteo 11,28-20; 9,10-13)

Riflessione

Gesù è stato il primo missionario del suo Cuore. Il Vangelo è, come l’Eucaristia, il sacramento del Cuore di Gesù. Sotto il velo delle parole è nascosto il Cuore di Gesù col suo amore e i suoi tesori di grazia.

Il Cuore di Gesù compatisce le nostre infermità spirituali e corporali con una tenerezza infinita. Ne soffre assai più di quanto ne soffriamo noi stessi. Non c’è sofferenza fisica o morale, non c’è tristezza, amarezza o timore a cui il Cuore compassionevole di Gesù non abbia preso parte; non c’è peccato, difetto o imperfezione che non gli abbia fatto versare lacrime. Ha preso parte a tutte le nostre miserie eccetto il peccato, e del peccato ha condiviso la responsabilità. E tutto questo perché egli è realmente il nostro Cuore, così come noi siamo il suo Corpo mistico. Dobbiamo essere convinti della sua misericordia e annunciarla a tutti. (p. Dehon)

Padre nostro. Ave Maria. Gloria.

Cel.     O Dio nostro Padre, ci poniamo davanti a te,  dalla parte del tuo Figlio che è venuto tra noi per amore, ha predicato il vangelo ai poveri, ha guarito le infermità del corpo e dello spirito, si è fatto commensale con i peccatori. Rendici sensibili al dolore degli uomini e disponibili alle loro necessità.

In comunione d’amore con Gesù, che donò la vita per ottenerci il tuo perdono, ti offriamo, Padre, la nostra vita e quella dei nostri fratelli, la sofferenza di chi è lontano da te,  di chi porta il peso del proprio peccato. Insieme con loro accogli anche noi che ti benediciamo per la tua misericordia. Amen.         

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ che io t’ami sempre più.

Quarto mistero:
Gesù ci dà se stesso come pane eucaristico

Quando venne l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». 17E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio». Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi». (Vangelo di Luca 22,14.19-20

Riflessione

Guardate Gesù durante la cena: vive un’estasi di amore perché in quell’istante realizza l’ideale di tutta la sua vita aprendoci una sorgente di grazie alla quale attingere benedizione e gioia. “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa pasqua con voi”. Durante tutta la sua vita ebbe fame e sete di questa Pasqua. L’eucaristia diventava la sorgente di tutti i doni del suo Cuore.

E non è ancora tutto. Nell’Eucaristia ha voluto esprimerci il suo amore di amicizia e di intimità; ha voluto dimorare con noi, conversare con noi e permetterci di abbandonarci a lui in dolce e confidente familiarità, come lo permetteva ai suoi discepoli e soprattutto all’apostolo Giovanni. Nell’Eucaristia troviamo il Cuore di questo nostro Fratello e Amico sempre pronto a riceverci, consolarci, ricolmarci di grazie, illuminarci e perdonarci.

Si potrebbe pensare che il Cuore di Gesù resti inattivo nel tabernacolo, ma non è così. Egli vive la più grande e preziosa di tutte le vite, che la solitudine copre con i veli del silenzio. Egli vive d’amore e parla incessantemente di noi al Padre: “Sempre vivo a intercedere a nostro favore” (Ebrei 7,25). (p. Dehon)

Padre nostro. Ave Maria. Gloria.

Cel.   Signore Gesù, Pane vivo disceso dal cielo, tu ci hai affidato il memoriale della tua Pasqua, convito che anticipa il tuo giorno glorioso. Con gioia accogliamo dalle tue mani il dono del tuo corpo e del tuo sangue, cibo di vita e bevanda di Spirito santo che ci fa tuoi commensali, membra vive della tua santa Chiesa. Tu che ci inviti alla tua Eucaristia per assumerci nella tua offerta al Padre, fa’ che possiamo essere tuoi testimoni adoranti e pane spezzato per la vita del mondo. Amen.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ che io t’ami sempre più.

Quinto mistero:
Gesù ci apre il suo cuore

Gesù in croce, dopo aver preso l’aceto, disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. (Vangelo di Giovanni 19,30-37)

Riflessione

L’apertura del Cuore di Gesù è il mistero dei misteri, il fondamento di tutti gli altri, il mistero dell’amore che era stato intravisto nelle età più antiche, ma che è stato rivelato pienamente per noi. Questo atto riassume tutta la vita di Gesù, i misteri della sua incarnazione, della passione, della gloria e dell’Eucaristia. È il mistero che sorpassa tutti gli altri, perché tutti li contiene. Cosa sarebbe l’oblazione del Salvatore, la sua vita, la sua immolazione sulla croce, la sua stessa morte se non traessero la loro linfa dal Cuore di Gesù? Ecco il grande mistero dell’amore, la sorgente e il canale di tutte le grazie, l’immolazione realizzata. Facciamo un atto di fede e d’amore: crediamo davvero nell’immensità dell’amore che Dio ha per noi nel Cuore di Gesù.

Ho bisogno di contemplare la trasfissione per vedere come sono stato amato e come io devo amare a mia volta. Là imparerò come il cuore che ama deve agire, soffrire, donarsi totalmente, fino alla morte, per Dio e per le anime. (p. Dehon)

Padre nostro. Ave Maria. Gloria.

Cel.     Volgiamo lo sguardo a te, Gesù dal costato trafitto, che nello Spirito ti sei offerto al Padre.  Dal tuo fianco sgorga l’acqua viva e il sangue della nostra redenzione.  La tua gloriosa ferita ci ha guariti, la tua volontà d’amore ci ha santificati. Donaci di partecipare alla tua redenzione con l’offerta della nostra vita e insieme con noi accogli le sofferenze e le attese del mondo,  le fatiche e le speranze della Chiesa. Amen.

Dolce Cuor del mio Gesù, fa’ che io t’ami sempre più.

Conclusione in chiesa o davanti al Crocifisso:
La preghiera del figlio

Tu, Signore, sei nostro Padre, da sempre ti chiami nostro Redentore. Noi siamo tua argilla e Tu colui che ci dà forma, tutti siamo opera delle tue mani. Agisci secondo la tua volontà.

Perché hai per noi tenerezza e premura:
GLORIA A TE, O PADRE

Perché ci sentiamo davvero tue creature…

Perché vuoi rivelare a ogni uomo il tuo volto paterno…

Perché intervieni sapientemente e amorevolmente nella nostra storia…

Perché ci chiami a essere segno della tua premura verso chi è solo…

Perché a tutti concedi la forza di perdonare, amare, donarci totalmente…

Perché la Chiesa esprima la tua paternità:
ASCOLTACI, PADRE

Perché nelle nostre comunità ci prendiamo cura gli uni degli altri…

Perché i giovani si sentano oggetto della tua tenerezza…

Perché gli sposi e le famiglie siano luogo di educazione alla vita…

Perché i consacrati siano testimoni decisi e teneri della tua paternità…

Perché ogni sacerdote sia padre di quanti gli affidi…

Perché gli anziani e i malati si sentano sostenuti dalla tua forza…

(Altre intenzioni….)

Padre nostro.

Cel.     Padre santo e buono, creatore del mondo, con la morte e la risurrezione del tuo Figlio hai posto sulla tua opera il sigillo della vita senza fine: noi cantiamo la vittoria del tuo amore.

Effondi il tuo Spirito sull’umanità intera perché tutti ti riconoscano loro Dio e vivano nella concordia e nella pace. Tu che hai gradito il sacrificio del tuo Figlio, concedici di diventare in lui offerta viva a lode della tua gloria. Amen.

Benedizione


Padre Leone Giovanni Dehon (1843-1925)

Miei carissimi figli,

vi lascio il più meraviglioso dei tesori: il Cuore di Gesù. Egli appartiene a tutti, ma ha delle tenerezze particolari per i sacerdoti che gli sono consacrati e sono completamente dediti al suo culto, al suo amore, alla riparazione che il Sacro Cuore ha domandato purché siano fedeli a questa bella vocazione. Gesù amava tutti i suoi apostoli, ma ha amato con una tenerezza speciale l’apostolo s. Giovanni, al quale ha affidato la Madre sua e il suo divin Cuore.

Interpretando un detto del salmo, possiamo dire: Il Cuore di Gesù è la mia eredità. Quanto è bella la parte che mi è toccata nell’eredità comune! (cf Sal 16,5).

Comprendete che una così bella vocazione richiede un grande fervore e una grande generosità.

Non dobbiamo mai perdere di vista il nostro scopo e la nostra missione nella Chiesa:

– un tenero amore verso il s. Cuore;

– la riparazione con tutte le sue pratiche;

– l’abbandono di noi stessi in spirito di vittima al s. Cuore, per sopportare con pazienza e anche con gioia le croci che la divina provvidenza ci invierà.

Questa vocazione esige un’abituale vita interiore e l’unione con Gesù.

(dal Testamento spirituale)


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