IN GRECIA SULLE ORME DI PAOLO

Diario di Mirella Ascione

Il viaggio è stato preceduto da due incontri in cui Fernando ha illustrato ai partecipanti le tappe fondamentali del cammino da percorrere in Grecia sulle orme di Paolo attraverso luoghi in cui l’Apostolo ha operato predicando e fondando le prime comunità cristiane.

Si tratta di un viaggio studio con un programma molto ricco ed impegnativo, finalizzato ad arricchire sia spiritualmente che culturalmente. Visite di siti archeologicamente importanti, di luoghi che hanno visto il cammino dei primi cristiani, di edifici di culto, di città e di località paesaggisticamente significative si sono alternate e sono state accompagnate, a seconda dei casi, da spiegazioni tecniche, dalla lettura e dal commento di testi biblici inerenti ai luoghi, da spunti di riflessione e di meditazione.



Primo giorno:

Milano - Salonicco

Arriviamo nel primo pomeriggio a Salonicco, l’antica Tessalonica, in cui Paolo si fermò nel corso del secondo e del terzo viaggio, e lì incontriamo la nostra guida greca parlante italiano, una giovane signora preparatissima e piena di entusiasmo. Facciamo subito un giro panoramico della città e ci fermiamo sulle fortificazioni dove Fernando legge e commenta un brano biblico; ci rechiamo poi nella Chiesa di rito ortodosso dedicata a San Demetrio. Ammiriamo l’iconostasi e la vicina fonte miracolosa, la bellissima cripta che sorge dove San Demetrio venne ucciso, sui resti degli antichi bagni romani, e l’urna preziosissima con le reliquie del santo restituite dall’Italia.

Dopo cena c’è il primo incontro biblico con Fernando; l’argomento è la Prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi. L’incontro si chiude con la recita del Padre Nostro.



Secondo giorno:

Salonicco - Filippi - Anfipoli - Salonicco

In pullman verso Filippi, altra tappa di Paolo nei viaggi citati, per la prima volta recitiamo il Padre Nostro in greco; ogni giorno, da ora in poi, lo reciteremo così.

Lungo il percorso la guida ci parla della lingua greca, dell’economia del paese, delle coltivazioni, delle caratteristiche piccole edicole che vediamo sul ciglio della strada.

Scorgiamo da lontano il monte Athos = il monte di Dio. Ci viene indicata la via Egnatia, la strada romana che congiungeva Brindisi con Bisanzio (II sec. a.C.), strada percorsa da Paolo.

In pullman Fernando ci parla dell’antica città di Filippi e delle difficoltà che allora incontrava chi si metteva in viaggio sia per terra che per mare. Poi introduce la spiegazione della Lettera ai Filippesi ricordando la simpatia e l’affetto che legavano Paolo e quella comunità.

Ci fermiamo presso il fiume Zygaktis che scorre poco lontano dalle rovine dell’antica città di Filippi. Il luogo, molto suggestivo, conserva il ricordo del battesimo della prima cristiana di Europa, Lidia, la commerciante di porpora originaria di Tiatira, in Asia Minore.

Seduti nei pressi del fiume limpidissimo ascoltiamo Fernando che legge e commenta il relativo brano degli Atti degli Apostoli.

Arriviamo a Filippi e muoviamo i nostri passi sul selciato della via Egnatia, proprio sulle orme di Paolo; Fernando legge e commenta un brano. Visitiamo il sito archeologico: mi rimangono impressi la bellissima basilica paleocristiana del IV sec., costruita sulla tomba di un eroe pagano (atrio, nartece, abside con sintronomo = piccola gradinata per le autorità), il battistero in marmo a forma di croce (luogo idilliaco per meditazione), le colonne in marmo verde, la fontana con getto ricadente.

Completiamo la visita del sito con la presunta prigione di Paolo e con i resti di una seconda basilica e di un teatro.

Fernando vorrebbe portarci sull’Acropoli per ammirare il luogo della battaglia di Filippi nel punto da cui Cassio aveva visto le sue truppe sconfitte da Antonio e in cui si era tolto la vita. Ma non è possibile fare i circa trecento metri di dislivello: il sentiero è poco sicuro, è tardi, il gruppo non sembra, tranne qualche eccezione, dinamico e sportivo.

Sulla via del ritorno ci fermiamo ad ammirare il grandioso leone di Anfipoli.



Terzo giorno:

Salonicco - Vergina - Berea - Salonicco

Iniziamo la giornata con la visita al Museo Archeologico di Salonicco. Ammiriamo i reperti di tombe reali macedoni. C’è una porta di marmo con elementi decorativi originali (IV sec. a.C.), ci sono finissimi lavori in oro, c’è un sarcofago in cui si vedono i resti di una giovane madre e del suo bambino, morti probabilmente durante il parto. Il sarcofago è mirabilmente decorato all’interno: sembra quasi di palpare con mano l’amore di chi lo ha commissionato.

Il museo è bellissimo: siamo emotivamente colpiti, qualcuno è commosso; non riusciamo a stare zitti, ci scambiamo impressioni ed emozioni.

Risaliamo in pullman e ci rechiamo alla chiesa di Santa Sofia (VIII sec.), costruita sui resti della basilica paleocristiana distrutta dal terremoto del 620. La Chiesa, che nel periodo turco era stata trasformata in moschea, è in realtà dedicata a Gesù che è la Parola e, quindi, la Sapienza di Dio. Ammiriamo i bellissimi mosaici con molto oro.

Proseguiamo per Vergina: Tumba (insieme di tombe) reale. È un sito veramente suggestivo, scoperto circa trenta anni fa; ci sono vetrine con reperti, in oro, splendidi; siamo affascinati, percepiamo la sacralità del luogo, sembra di palpare il più grande mistero dell’uomo, quello della vita e della morte.

Visitiamo poi i resti del palazzo di Antigono Gonata, già residenza estiva di Filippo II; qui il sovrano fu assassinato durante il banchetto delle nozze della figlia.

Ci rechiamo poi a Berea e lì, proprio sul Bema da cui parlava Paolo, Fernando ci parla del grande Apostolo.



Quarto giorno:

Salonicco - Dion - Meteore - Kalambaka

Meta della giornata è la visita delle Meteore, antichi monasteri ortodossi arroccati su picchi montuosi, tuttora sede di comunità monastiche.

Durante il tragitto ammiriamo dal basso il Monte Olimpo, dimora, secondo il mito, degli dei dell’antica Grecia. Ci fermiamo anche a visitare il sito archeologico di Dion, di epoca romana.

La visita dei monasteri è un’esperienza veramente particolare ed affascinante che ci permette di cogliere la grande spiritualità del luogo. Dopo cena abbiamo un incontro con Fernando che ci parla delle meteore, della vita dei monaci così diversa dalla nostra, che ci aiuta a riflettere sul perché di una scelta di vita ai nostri tempi apparentemente quasi incomprensibile. Ne nasce un interessante dibattito: esprimiamo le nostre opinioni, ci confrontiamo, ripensiamo alla visita fatta comprendendola meglio.



Quinto giorno:

Kalambaka - Delfi - Atene

Mentre ci dirigiamo verso l’importantissimo sito archeologico, la guida introduce la storia di Delfi.

Apollo, per insediarsi a Delfi, uccise Pitone che custodiva l’oracolo di una divinità precedente e lui, vincitore, prese l’epiteto di Pizio dal Pitone ucciso.

Per avere l’oracolo della Pizia non bastava recarsi a Delfi, ci voleva una preparazione adeguata: anche nella vita tutto è lotta e frutto di conquista. Per prepararsi bisognava seguire una dieta del tutto vegetariana, fatta di frutti della terra. Ci si doveva purificare alla fonte Castalia, poi si risaliva la Via Sacra e ci si recava dalla Pizia che, dopo aver toccato la pietra sacra (onfalos = ombelico), masticato foglie di alloro e respirato fumo di alloro, entrava in trance e pronunciava il suo oracolo. L’oracolo doveva essere interpretato; se le cose non si avveravano, l’errore era da attribuire all’interpretazione e non all’oracolo.

Visitiamo con calma il magnifico e affascinante sito archeologico (Via Sacra, tesori, tempio di Apollo, teatro, stadio); questi ultimi tre sono profondamente legati, sono tre sfaccettature diverse della religiosità del tempo. Subito dopo ci rechiamo al Museo e visitiamo le varie sale, ammiriamo i vari reperti (la statua di Antinoo, i due kouroi Cleobi e Bitone, parte del fregio del tesoro di Sifni…) ma la cosa che ci affascina di più è il bronzo dell’Auriga nell’ultima sala, quasi un dulcis in fundo.

Dirigendoci verso Atene entriamo in Focide attraverso oliveti magnifici; ci viene spiegata l’importanza dell’olivo nel mondo antico e il suo valore simbolico.

Facciamo in pullman il giro panoramico di Atene.

Dopo cena Fernando ci prepara alla visita di Corinto prevista per la mattina seguente; ci parla della città di Corinto ai tempi di Paolo, dei problemi che aveva quella antica comunità cristiana, ci distribuisce una cartina con l’antica topografia della città.



Sesto giorno:

Atene - Corinto - Micene - Tirinto - Epidauro - Cencre

La prima sosta è sul canale di Corinto, lungo 6,350 km, largo tra i 23 e i 25 mt, profondo 8 mt.

Il canale è stato tagliato alla fine dell’800, ma già Nerone aveva progettato di farlo: i lavori erano iniziati ma poi erano stati sospesi. Per secoli le navi leggere, con un sistema di alaggio, erano montate su rulli e portate via terra dal mar Egeo al mar Ionio e viceversa.

Gli scavi dell’importante antica città ci hanno dato reperti databili tra il I sec. a.C. e il II sec. d.C.; solo le colonne doriche del tempio di Apollo sono del periodo arcaico.

Paolo vi giunge nel 51 d.C. e vi si ferma diciotto mesi; a quel tempo era proconsole Gallione, fratello di Seneca.

Per prima cosa ci rechiamo sul monte dell’Acrocorinto che domina la pianura e il golfo. Lo spettacolo è bellissimo, non entriamo nelle mura ma ci fermiamo su un prato fiorito. Fernando legge lo splendido brano di Paolo sulla carità (agape); l’attenzione è massima, interiorizziamo il messaggio che ci viene trasmesso.

Dopo l’interessante visita agli scavi che si conclude con la lettura commentata di un brano degli Atti degli Apostoli ci dirigiamo a Micene.

Ammiriamo la celebre Porta dei Leoni e le tombe reali, che si trovano a destra subito dopo la porta, saliamo all’Acropoli su gradini un po’ scivolosi; lì vediamo i resti del palazzo di Agamennone.

Mentre il pullman ci porta a Tirinto, la guida greca, nel suo italiano fluente, ci racconta la leggenda riguardante la fondazione della città ad opera di un principe, partito da Argo dopo aver ucciso casualmente il nonno.

Visitiamo il sito e poi ci rechiamo ad Epidauro, famosissima per il suo teatro. Lì la nostra guida, mettendosi al centro dell’orchestra, ci fa sentire la risonanza, perfetta anche per la natura geologica del terreno. Uno del gruppo legge a bassa voce le beatitudini e qualcuno sull’ultimo anello registra. È incredibile: la registrazione è perfetta.

Epidauro è il luogo del santuario di Asclepio che aveva appreso dal centauro Chirone l’uso delle piante. Era il dio buono, amico e guaritore degli uomini.

Poco prima del tramonto arriviamo a Cencre, il porto dell’Egeo da cui Paolo salpò dirigendosi in Asia Minore. Ci fermiamo sulla spiaggia, contempliamo quel mare e quella costa pensando che anche Paolo lo aveva fatto mentre la sua nave prendeva il largo.

È domenica e dopo cena Fernando celebra l’Eucaristia così come si faceva nelle prime comunità cristiane, quelle fondate da Paolo. La partecipazione è totale, l’omelia è bellissima; ci sentiamo proprio una comunità, abbiamo l’impressione di essere con Paolo e con quei primi cristiani nella casa di Gaio, antica chiesa domestica di Corinto.

A gruppetti, dopo la Messa, scendiamo sulla spiaggia: il mare è calmo, l’aria è tiepida, c’è una splendida luna piena, il riflesso argenteo della luna sul mare sembra quasi irreale.



Settimo giorno:

Atene

Arriviamo all’Acropoli. C’è tanta gente.

La guida ci racconta la gara tra Atena che dona l’olivo, e Poseidone che fa scaturire con il tridente una pozza di acqua salata; vince Atena e la città di Teseo diventa Atene. Durante la guerra contro i Persiani viene data alla dea l’epiteto di Pallade che ne esalta l’aspetto guerriero; Atena è la dea della saggezza, nata armata dalla testa del padre, come ci ha spiegato Fernando, non per offendere con le armi, ma a difesa dell’uomo.

Ci viene anche detto che dal Partenone e dall’Agorà è partita e si è diffusa nel mondo la democrazia.

La visita dell’Acropoli e del suo Museo è particolarmente interessante ed è arricchita dal racconto e dalla spiegazione di alcuni miti la cui conoscenza ci fa capire meglio il sito archeologico.

All’Areopago, proprio là dove Paolo aveva parlato, Fernando legge e commenta il brano relativo degli Atti; altri italiani, non del nostro gruppo, si fermano interessati ad ascoltarlo. Ci rechiamo poi al Museo Archeologico pieno di capolavori famosissimi. Grande è l’emozione di vedere dal vero opere tante volte viste sui libri: sculture, anfore, la maschera di Agamennone… Commuovono alcune steli funerarie, una in particolare: c’è un bimbo di pochi mesi che, in braccio ad una donna, si protende verso la giovane madre defunta, seduta come si usava rappresentare tutti i defunti.

Nella seconda parte del pomeriggio e dopo cena abbiamo del tempo libero che ci permette di girare per la città gustandone tutto il fascino e la bellezza; è lunedì santo e entrando nelle chiese ortodosse ci capita di assistere alla celebrazione di alcuni riti della settimana santa.



Ottavo giorno:

Atene - Capo Sounion - Milano

Il percorso verso Capo Sounion è bellissimo: la strada costeggia un magnifico Mar Egeo con baie e calette che si susseguono; dall’altro lato della strada numerosi sono gli alberi di pistacchio. Dopo aver ammirato i resti del tempio di Poseidone a strapiombo sul mare e il magnifico panorama, ascoltiamo Fernando che legge e commenta alcuni brani dell’Antico e del Nuovo Testamento che parlano del mare, simbolo delle passioni dell’uomo. Cantiamo il Magnificat e l’Alleluia; la parte religiosa del viaggio è finita.

Scendiamo in spiaggia, c’è un ristorantino dove si può mangiare pesce fresco innaffiato dall’ouzo, la tipica bevanda greca che sa di anice.

Mentre torniamo a Milano, certi che il cammino fatto sulle orme di Paolo ha lasciato un segno in noi, il pensiero ripercorre le tappe fondamentali di questo indimenticabile viaggio che ci ha riempito il cuore, la mente, l’animo.

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